giovedì 2 aprile 2009

S.Romano (Segretario UDC Sicilia) dice:


“L’UDC - a differenza di quanto avviene in altri partiti dove i candidati piovono dall’alto - per modalità politiche e per la tradizione che vuole al proprio interno il confronto e la partecipazione sceglie i propri candidati sulla base delle indicazioni che provengono dal territorio e su valutazioni più generali ed è per questo che negli ultimi giorni si è dato vita ad incontri con gli organismi di partito e con la base. Allo scopo di evitare il balletto delle totocandidature alle europee condotto da chi non conosce le dinamiche del nostro partito preferiamo rendere pubblici – ma lo abbiamo già fatto nel corso del comitato regionale che si è tenuto a Palermo – i nomi dei candidati alle europee sui quali sino ad ora si è registrata la massima convergenza. Saranno candidati alle europee nella lista dell’UDC per la Sicilia e la Sardegna il sottoscritto, i due assessori regionali UDC Pippo Gianni e Antonello Antinoro, uno tra il senatore Gianpiero D’Alìa e l’on Giuseppe Naro, ma anche due donne, una territorialmente rappresentativa della Sicilia Orientale e una della Sicilia Occidentale oltre a due candidati espressione dell’UDC della Sardegna”.
On Saverio Romano, segretario UDC Sicilia e Responsabile Organizzazione Nazionale del partito

giovedì 5 marzo 2009

martedì 3 marzo 2009

Fassino (DS) a Sciacca


La venuta a Sciacca di Fassino è apparsa più come un rinforzo della corrente DS del PD che altro.
La foto in alto mostra Fassino prima del PD, ma nulla sa di passato, anzi se una sensazione avrà destato, è quella di nostalgia in tanti ex.
Le frammentazioni e l'ormai evidente frattura interna non lasciano scampo ad una imminente scissione che porterà ad un ritorno sotto false spoglie di DS e DL.
A questo punto, e senza dimenticare che il dopo Berlusconi sarà tragico per il PDL, credo che il bipolarismo sia ormai un'esperienza da superare, non con la frammentazione partitica, ma con un tripolarismo intenso, nel senso proprio della parola, cioè non dettato dalla legge, ma dalla "naturale evoluzione della cose politiche".
E' vero, anche nell' UDC ed in F.I. ci sono contrasti interni più o meno localizzati territorialmente, ma sono circoscritti a mali di stomaco che non hanno influenza con l'esterno e non appaiono come preludi a scissioni.
Il mio auspicio è che si percepisca la necessaria e giusta esigenza di una parte politica moderata che sia in gradi di interpretare le sensazioni del popolo dal punto di vista del popolo e non del ricco o del cercatore di potere e basta.